“Periodo di grazia”: la scadenza
La Legge n. 74/2025 introduce un “Periodo di Grazia” per registrare i figli minorenni di cittadini italiani iure sanguinis.
La nuova legge stabilisce una scadenza fondamentale per i genitori che desiderano far riconoscere la cittadinanza italiana ai propri figli minorenni. In base alle disposizioni della legge, se il figlio di cittadini aveva meno di 18 anni il 24 maggio 2025, il genitore italiano può presentare una dichiarazione (che deve essere sottoscritta da entrambi i genitori) presso il Consolato italiano competente entro e non oltre il 31 maggio 2026.
Nel caso in cui, tra il 24 maggio 2025 e il 31 maggio 2026, il minore compia 18 anni, la dichiarazione deve essere presentata direttamente dall’interessato, sempre entro la stessa scadenza.
È importante sottolineare che il genitore deve già essere stato riconosciuto cittadino italiano per discendenza (iure sanguinis) per poter presentare tale dichiarazione.
Alla luce dei possibili ritardi nella lavorazione delle pratiche da parte delle autorità italiane, è consigliabile che i genitori aventi diritto agiscano tempestivamente. Presentare la dichiarazione con largo anticipo rispetto alla scadenza può agevolare una corretta registrazione ed evitare complicazioni man mano che ci si avvicina al termine ultimo.
Cosa accade dopo il 31 maggio 2026?
Dopo il 31 maggio 2026, un figlio minorenne potrà comunque acquisire la cittadinanza italiana, ma con condizioni diverse a seconda dell’età:
- Se la dichiarazione di volontà viene presentata dal genitore italiano entro un anno dalla nascita del bambino, quest’ultimo può ottenere la cittadinanza senza requisiti aggiuntivi.
- Se il minore ha più di un anno, il genitore dovrà prima presentare la dichiarazione di intenti e il minore sarà tenuto a risiedere in Italia per due anni consecutivi successivi alla presentazione della dichiarazione.
Per questo motivo, le famiglie potrebbero valutare di agire entro l’attuale finestra – ossia prima del 31 maggio 2026 – per beneficiare della procedura semplificata.
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Autrici dell’articolo: Giuditta De Ricco e Ginevra Gaggelli.
